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mercoledì 12 febbraio 2014

ME LA SONO VERAMENTE GODUTA

Me la sono veramente goduta , mi vien da scrivere questa frase dopo due uscite in kayak bellissime dove mi sono ritrovato.
La prima, domenica in Val Brembana, sotto la rapida della Irma, con persone per allenamento dove abbiamo anche sperimentato il  calare e recuperare kayak con corde e carrucole .
La giornata era fredda, l'acqua gelida ma per nostra fortuna il sole ci baciava ,( mi venne da dire la fortuna  bacia gli audaci ) allenamento , traghetti entrata in morta e corrente qualche bagno non ristoratore , ma che ti fa sempre capire con chi hai a che fare , un elemento ostile che è sempre lì in attesa , aspetta che tu di distragga per ricordarti chi comanda.
Bellissima esperienza calare i kayak e recuperarli , che ha fatto crescere ancora il gruppo , ed io ho rinverdito le tecniche imparate in tanti corsi per sicurezza in fiume.
Oggi giornata bellissima , dovevo andare, ero obbligato , dovevo salutare amici  che andavano a Cuba e testare il poggia schiena dell'Jsfiord dopo le modifiche fatte sul sedile per potermi sedere meglio essendo riuscito a togliere la pressione sulle teste dei femori che era veramente fastidiosa .
Partenza ore 14,30 si procedeva bene fino a Brivio le nuvole coprivano la Valcava coperta di neve, ma la giornata era veramente spettacolare .
Appena passato Brivio io mi sono fermato a togliere il poggia schiena senza è molto meglio , essendomi fermato all'ingresso della palude appena dopo Brivio, ho potuto constatare che in quel sito dove ci sono sempre degli uccelli palustri in un basso fondale era pieno di gusci di cozze di acqua dolce ma veramente tante , normalmente vivono nei  bassi fondali .  Camminando in costa lasciando solchi in acqua bassissima  , che con le temperature di questo anno veramente miti favoriscono la loro uscita dal fango , qui mi sono fermato a bermi anche un poco di the.
In questa occasione ho potuto, con il livello di oggi, entrare nella palude da un passaggio che era ostruito da una pianta caduta , che è appena stato liberato dove di sicuro c'è qualche amante della fotografia che lo ha pulito per poter fruire meglio del punto di osservazione  mimetico per fotografare uccelli palustri , ma lo spettacolo appena entrato era bellissimo il lago interno era pieno di Folaghe Germani Reali , Cigni ,  gli Aironi erano nel canneto al margine dello stagno interno , spettacolo veramente invidiabile visto che da quella posizione si vede pochissimo dell'insediamento umano , di sicuro molti di voi che leggeranno questo post diranno MA LE FOTO??  avete ragione ma siccome per me queste uscite in kayak sono quasi normali penso sempre poco alle foto , ma vi prometto che provvederò al più presto ad un servizio fotografico accurato , dove potrò mostrarvi le bellezze di questi luoghi , che veramente sono belli , ma non  perché lo dico io , sono belli dopo attente valutazioni ed esperienze fatte in giro per fiumi , laghi , paludi.
Che dire questo post è quasi uno sfogo , ma vi prometto che farò un servizio fotografico .
A presto
Tino

 

mercoledì 4 dicembre 2013

FACCIAMO IL PUNTO.

Un saluto a tutti .
Siamo già a fine 2013 ed è ora di tirare le somme dell'anno  appena trascorso , anno nel complesso buono , mi ha fatto capire i miei limiti dettati anche dal problema alle arterie delle gambe , che mi hanno visto più impegnato a camminare che pagaiare.
Mare o lago, fatto pochissimo anche se sono state bellissime esperienze , fiume abbastanza , l'impegno preso senza impegno per far si che i nuovi kayaker che escono dai corsi , non si trovino in situazioni anche pericolose bagni (sei sempre in un elemento ostile) è servito molto anche ad avere più aquaticità , cosa fondamentale , mantenere la calma anche se si è a bagno ,  ha dato i suoi frutti.
Ho visto kayaker che l'anno scorso stavano in un sito più semplice , questo anno di volata più a monte , dove ci si deve impegnare di più , prendersi più rischi , ma visto che il sito dove ci alleniamo è sicuro , tutto veniva fatto in sicurezza , cosa fondamentale.
Il gruppo mi è stato riconoscente , mi ha fatto molto piacere , io mi sono reso conto che non ho più tata voglia di cimentarmi in perni candele o altro , per questo ho cambiato kayak , lo Zen mi ha dato la possibilità di ritornare a quando le uscite in acqua mossa erano tantissime , mi sono ritrovato a fare gesti tecnici senza pensare , buon preludio alla prossima stagione.
Per la prossima stagione me la voglio proprio godere tutta , sperando che la primavera sia primavera non quello che è successo questo anno , per adesso nei mesi invernali , penso di andare a camminare come faccio tutti i giorni , poi ogni tanto uscita un kayak solito percorso , dove si parte verso le 10,30 -11,00 e si torna nel primo pomeriggio , non disdegnando se dovesse capitare una puntata al mare.


Mi sono perso il raduno all'WISKIE , me ne rammarico , nella mia mente sono già iscritto per l'anno prossimo , poi ci sono in programma Elba - Corsica- Sardegna queste sono le cose che vorrei fare , di sicuro non trascurando il fiume , dove da quando l'Edison è obbligata ad un rilascio minimo vitale , c'è sempre acqua , perciò se non si va in giro sui fiumi , qui vicino casa sul fiume Adda ci si può sempre allenare.
Settimana prossima sarò in Alto Adige , perciò fine anno arriverà in fretta poi si ripartirà.
Prendo l'occasione di ringraziare un carissimo amico che mi dato la possibilità di passare dei bellissimi giorni al mare in un contesto che veramente è invidiabile , sembrava di essere su un isola tropicale , basti dire che erano i primi di ottobre e si faceva colazione pranzo e cena in veranda , solo una sera ho messo il maglione , il rientro a casa fu veramente traumatico, un grazie speciale.
Auguro a tutti voi che mi seguite un  BUONE FESTE  ED UN BUON INIZIO ANNO VERAMENTE SPECIALE , con questo saluto tutti ed un arrivederci al prossimo anno , penso che al 1-1-2014 sarò in kayak.
Ciao ciao
Tino



 

lunedì 21 ottobre 2013

ULTIMO KAYAK

Buon giorno a tutti.
Scrivo questo post per raccontare quante belle sorprese mi ha riservato l'ultimo kayak che ho comperato , probabilmente sarà veramente anche l'ultimo che acquisterò in polietilene per acqua bianca , visto che ho anche qualche anno 60 , riesco ancora a divertirmi , per mia fortuna , ma gli anni passano per tutti.
Dopo la vendita della Super Ero kayak di grosso volume per me troppo , mi dava anche problemi di pagaiata , spesso battevo le mani sulla coperta visto che il kayak era alto e largo , si ho un kayak da gioco la Freeride 67 ma mi mancava un kayak di medio volume visto che i kayak attuali variano tra i 200 ed i 350 liti e oltre , volevo provarne uno , perché con la Freeride mi fa lavorare troppo fisicamente ,  ed anche se vado bene non ho più tanta voglia di fare perni candele o altro , pensavo di riuscirci visto che mi era tornata la voglia di fare acqua mossa ma  volevo anche provare un kayak di medio volume.


Il kayak che ho comperato è lo Zen 75 della Jakson kayak di medio volume sul sito Jakson lo danno per 80 Galloni ma su siti Americani lo danno a 75 , rispetto agli altri kayak della stessa tipologia lo vedi un pochino scarico sul ponte anteriore, ma avendolo provato martedì scorso alle bocche di scarico della centrale Esterle di Porto D'Adda mi sono reso conto che anche se i litri sono sui 285  non ho problemi di sorta e l'impressione è stata veramente buona.



 


 


Il kayak è veramente bello ma la cosa bellissima è l'abitabilità , gli interni sono ottimi sedile gonfiabile con sfere anti decubito regolazioni semplici con serra scotte anche per il puntapiedi , il sedile si può regolare con 5 posizioni situate davanti allo stesso centralmente poi hanno modificato tutta la struttura di sicurezza interna sempre di polietilene ma veramente resistente.

In queste 2 prove io ho regolato il sedile un buco indietro , ma dovrò rimetterlo avanti perché il kayak rimane un pochino appoppato , preferisco metterlo in piano tanto mi viene facile lavorare col busto avanti ed indietro per caricare più o meno la punta avendo anche un  pozzetto dietro veramente basso che ti permette di ruotare il corpo e ti senti veramente fuori col busto e si riesce a lavorare i pagaia veramente bene.



Nella prova di sabato in acqua mossa eravamo in tre Io - Gianu - Paolo la prova di sabato è stata fatta in acqua mossa nella nostra palestra naturale a Medolago.
Per l'occasione ero vestito pesante dovevo testare abbigliamento che però non mi ha dato problemi di nessun genere , ma con un abbigliamento più sobrio di sicuro aumenta la mobilita.
Cominciamo come al solito con traghetti ed entrata in morta e corrente io nella prima fase ero un poco freddino e volevo vedere come reagiva il kayak.
Passato il tempo di riscaldamento mi sono messo ad insegnare a Gianu gli agganci coi quali se fatti bene fai quasi tutto , entrata in morta - corrente direzionare il kayak , sono molto stabili se usati bene ma il trucco è  mentale , quando agganci devi portare la punta coi piedi verso la pagaia non l'inverso , la stessa cosa quando pagai in avanti la pagaia sta ferma ed il kayak lo spingi avanti con il movimento del corpo , non tirando l'acqua.
Dopo i primi approcci mi sono reso conto che mi stavo divertendo e succedeva una cosa che mi succedeva da  anni , visto che per un certo periodo mio sono dedicato al mare , il fatto che facevo le cose senza pensare , tranquillamente ed il kayak mi supportava egregiamente, mi sembrava di essere tornato indietro di anni.
Due cose mi sono venute subito come pregi del kayak , ma di sicuro ve ne saranno altre, la prima che avendo il fondo piatto  con le pareti laterali oblique il kayak quando lo appoggiavi sul lato per dare pancia si fermava da solo avendo una stabilità secondaria molto alta , appena l'acqua passava lo spigolo tra coperta e ponte , questo è dato dal fatto che la parete laterale ha un angolo tra fondo piatto e parete è molto ampio , l'Jsfiord kayak in legno da me costruito ha la parete obliqua con angolo più basso si senti che appoggia ma di sicuro non in questa maniera ma con una portanza minore, l'altra è stata dopo essere scesi un pochino più a valle nel surf , qui è successa una cosa mai fatta , stavo facendo surf , è un poco bassino in questo periodo il fiume , ma si riesce ugualmente e con la pancia del kayak mi sono messo su un panettone (io li chiamo così) proprio gli somigliano proprio col sedere e ci rimanevo sopra benissimo ed intanto facevo surf vi era una bella portanza, altro pregio che alla fine della prova non ero così stanco , come quando usi un kayak da gioco .

 
 
Conclusione , mi sono reso conto che l'esperienza nascosta dentro di me e saltata furi in maniera prorompente , ed è un vero peccato che il problema della circolazione arteriosa mi freni da tornare a fare fiumi seriamente con più impegno , ma mi diverto lo stesso .
Sto guardando fuori dalla finestra il meteo non è buono ma sto già  pensando alla prossima volta che potrò andare in acqua spero il più presto possibile .
Porgo a Voi tantissimi saluti.
Tino
Ciao ciao



 

martedì 15 ottobre 2013

LAGO DI ANNECY

Un saluto a tutti.
Poco più di un mese fa mi arriva un sms sul cellulare (vieni sul lago di Annecy), a scriverlo era Paolo Soncina un imperterrito promotore sul lago di Garda di manifestazioni , molte connesse all'AIDO.
Il lago di Annecy si trova in Francia 100 km dopo il Tunnel del Monte Bianco ed a una quarantina di km da Ginevra , memore di una passata escursione in quelle zone bellissime in occasione di percorrenza di fiumi di acqua bianca accettai subito.
Venerdì 11 ritrovo al casello Autostradale  di Trezzo D'Adda nel pomeriggio si parte per la Francia.
Il meteo non è dei migliori e le temperature in quelle zone sono più rigide che da noi e dava anche pioggia .
Sabato prima uscita nella parte nord del lago , noi coi bungalow eravamo posizionati a metà lago sulla sinistra orografica ,tempo bello c'era il sole .
Partiti puntiamo a nord verso Annecy si viaggia bene si fa anche conoscenza con i partecipanti visto che io a parte Paolo Gengis e Camossi gli altri non li conosco bene ,chiedo scusa a loro ma per i nomi sono negato da sempre.
Arrivati ad Annecy ci si incanala in uno dei canali di scarico del lago , per fare sosta ed uno spuntino , la cosa che mi ha colpito  molto è la quantità di società remiere canottaggio e non e motoscafi per lo sci nautico barche a vela .




Ripresa la navigazione verso la riva destra del lago il tempo cominciava a guastarsi ed a coprirsi di nuvole , il vento girava ed ora veniva da nord , cosa che mi stavo dimenticando di dirvi che mi ha colpito molto è stato che il mattino all'imbarco c'era vento da sud ed una nebbiolina di un mezzo metro sul lago ma la cosa che veramente mi ha colpito era quante barche erano fuori , sia per pesca sia per allenamento.
Continuando la nostra navigazione verso sud col vento alle spalle si viaggiava bene ed arrivati a metà lago lo abbiamo attraversato in diagonale ,qui ho sperimentato l'Jsfiord nel surf ma neanche surf , in poche parole dando pancia all'onda quando arrivava a 45 gradi con mezzo skeg mi facevo portare , questo giro è stato anche un buon test per la pagaia Jikelos Alla fine niente problemi fisici ad addirittura mi veniva voglia ed ho fatto agganci timonate a quant'altro calcolando che l'Jsfiord è molto manovrabile si viaggiava benissimo.
Alla sera ritrovo generale in ristorante dove abbiamo assaggiato specialità della zona al formaggio , Fonduta Raclette ed altro .
Il giorno dopo si puntava alla parte sud del lago , più stretta e si decideva per un percorso di 10 km perché poi si doveva tornare , io pero ho preferito camminare lungo il lago mentre in lontananza si vedevano i kayak , (se andavo in kayak facevo meno fatica) la giornata era buona calma di vento nuvole a 2000 metri che viaggiavano molto lente ,ad ogni caso il lago era pieno di imbarcazioni , la più usata era un 4 con ma di lunghezza ridotta e somigliava più ad una barca.
Rientrati dal giro contenti perché era filato tutto liscio poi con quel lago così calmo era uno spettacolo , dopo una veloce doccia , si parte per il ritorno col programma di visitare Annecy.
Citta bellissima con pochi canali ma la parte storica e veramente bella , a me personalmente ricordava Norimberga , fiori da tutte le parti sui parapetti dei ponti sulle finestre , ed in porto i battelli turistici per le gite sul lago.


A metà pomeriggio si parte , ci si ferma per qualche foto al Monte Bianco ma le nuvole lo nascondono un pochino e dalla strada si vede anche il Mer de Glass ma mi sembra molto ridotto rispetto ad anni fa o solo perché siamo a fine stagione , questo è da valutare.
Bellissima esperienza la gita ne valeva la pena bellissimi i posti , compagni perfetti si stava moto bene assieme ed anche le donne ad andare in kayak si difendevano bene , ringrazio ancora Paolo per avermi dato questa opportunità , ed un grandissimo grazie agli amici Francesi che hanno fatto gli onori di casa , guidandoci sia sul lago sia a visitare i luoghi.
Geneviéve ,  Jeannot  e Yannik Sevi
Un saluto a tutti alla prossima.
N.B. Ci sentiremo presto oggi arriva un kayak nuovo da fiume da testare , un Jakson Zen.


 

giovedì 19 settembre 2013

GIRO DEL LAGO DI ISEO

Un saluto a tutti.
Questa volta ci vediamo per raccontare il giro del lago di Iseo in kayak da parte dei membri del Trezzo kayak.
Tutto è iniziato una sera di luglio dove eravamo alla sede estiva del club e Marco vecchio membro mi dice .
Mi piacerebbe fare il giro del lago di Iseo - io gli risposi- Vengo anche io.
Dopo un sopralluogo nel mese di Agosto optiamo per la data del 7-8 Settembre , sparsa la voce a noi due si aggregano altri 4 kayaker Ignazio Marco l'Ing. Beppe e Giorgio.
Si opta per il campeggio nautico perciò ci siamo attrezzati di fornelli tende ed altro , per motivi logistici e meteo abbiamo scelto di salire verso nord sulla sponda Bresciana per evitare il vento di termica che scende la mattina tra Monte Isola e la sponda Bergamasca  e tornare dopo il pernotto a Pisogne  costeggiando la sponda BG.
Ritrovo sabato 7 alle sede estiva del Trezzo kayak , i kayak si può dire erano già stati caricati la sera prima , preso quello che mancava si parte .
Arrivo sulla sponda del lago abbastanza celermente si cerca una zona per l'imbarco , trovata in quel di Clusane si parte.
Si punta verso Iseo nella traversata da ovest a est sentiamo il vento che scende da nord , non ci da problemi anche lJjsfiord con il fondo piatto piegandolo un pochino verso l'onda e facendo lavorare lo spigolo viaggia celermente ,.
Passati Iseo si reclama tappa caffe che si fa in un centro velico a Vertine , la compagnia si e assemblata e tutto va per il meglio , il vento non lo sentiamo più protetti dall'isola , si riparte in direzione nord e si decide di far tappa a Marone per lo spuntino di mezzodì .
Ripresa la navigazione verso nord qui i paesi finiscono , la parete di roccia cade a strapiombo sul lago ed essendo oramai nel pomeriggio arriva il veto da sud , ed essendo una bellissima giornata la termica che sale da sud è tesa , ci dirigiamo verso la strozzatura del lago tra Borgo Zorzino ed il promontori all'opposto del lago , qui le ode si fanno più alte di coda ci aiutano nella navigazione , patria dei wind surf e kait surf , ve ne erano veramente tanti , doppiato il promontorio ci troviamo in calma di vento e ci dirigiamo verso Pisogne , dove con Google Maps avevo individuato una zona possibile per passare la notte.
Con nostro enorme piacere nella penisola dopo Pisogne vi è un sito diviso in tre parti una zona piscina ,un campeggio , ed una zona libera con spiaggia e prato , era il nostro posto.


Siamo sbarcati , fatto bagno ristoratore , scannerizziamo la zona , c'era un rubinetto dell'acqua un bidone per l'immondizia  dei resti di fuochi fatti sul prato mettendo delle pietre in cerchio , trovata una mini griglia , bellissimo ritrovamento ,  qui si decise di andare a far spesa cose che mancavano di sicuro era vino salamelle pane e formaggio.
Abbiamo tirato verso le sette poi abbiamo cominciato a piazzare il campo intanto si beveva , si mangiava , io avevo veramente fame in attesa del ritorno di quelli che erano andati a far spesa , con nostro piacere chi era li a prendere il sole ci disse che alla sera i sarebbero stai i fuochi.



Arrivata la notte per Ignazio il fuoco si deve sempre fare ed avevamo portato un poco di legna secca per avviarlo , poi con quello trovato in zona lo abbiamo alimentato.
Marco da mitico grigliatore si diede da fare con salamelle e cipolle al cartoccio Giorgio con formaggio avvolto nella stagnola da mettere sulle pietre calde , Marco l'Ing si è dedicato al sevizio fotografico e filmati uno dei quali è diventato famoso su Facebook nel gruppo Trezzo kayak e dintorni , ed in attesa dei fuochi abbiamo fatto bivacco attorno al fuoco fino alla fine degli stessi prima di andare a dormire.


Il meteo è stato veramente buono , non c'era quasi neanche umidità e la temperatura era alta .
Al risveglio la mattina dopo il tempo era uggioso fatta una veloce colazione si smonta tutto e si parte .
Direzione Lovere , passando tutte le cave di sabbia che dragano il delta del fiume Oglio per poi puntare a sud , si aggirano le ferriere Lucchini di Castro dove vediamo tonnellate di ruote da treno , per arrivare a far tappa caffe a Zorzino dopo le bellissime falesie che sorgono dal lago.
La giornata è uggiosa un occhiata di sole ci ammazza a livello termico la temperatura è alta e discendiamo verso sud speditamente , vediamo Monte Isola alla nostra sinistra ,con tutte le volte che gli sono girato attorno , non la avevo vista cosi bene come si vede da lontano.
arrivati dopo Gallinare dove il lago gira a destra di fronte ad Iseo , tappa dove finisce la pista ciclabile non più in uso per frane , dove hanno piantato delle piante importate dalla Luisiana il nome mi sfugge , anche base per Wind e Kait , finita l'ultima bottiglia di Prosecco si riparte per completare il giro passando da Predore per poi tagliare su Clusane.
L'esperienza e stata veramente bella e tutti erano contenti pregustando dei giri futuri di altri laghi , penso che li faremo in futuro il gruppo è stato veramente all'altezza , non ci sono stati problemi , neanche con i ritardatari nessuno si è lamentato , poi non dovevamo fare mica una corsa!!
Spero di essere stato esauriente , mi scuso se per caso ho dimenticato qualcosa , ma per raccontare tutti gli aneddoti ci sarebbe voluto un libro.
Il condensato di tutto è nel filmato è veramente uno spasso.
A presto
Tino


 

lunedì 2 settembre 2013

MEDOLAGO - FOTO - MELAGODO 2

Eccovi le foto della corda a Zip


La corda zip può essere fatta anche congiungendo 2 corde l'importante che la giuntura sia in una morta laterale .
Noi la abbiamo fatta senza carrucola solo con moschettone , si aggancia il moschettone alla corda si entra in corrente con la schiena rivolta a monte , si prende con la mano il moschettone con la mano corrispondente alla riva del fiume dove sei , poi entri in acqua con la schiena a monte ci si fa portare con la corrente alle spalle ad il braccio libero serve a bilanciare il tutto.
Poi recuperate le corde , si è optato per la discesa della rapida ,  quasi tutti si sono divertiti ad entrare nel buco e prendere le morte subito dopo sulla sinistra a destra ce ne è una sola in fondo , li abbiamo guardato l'orario e ci simo resi conto che per come stava andando la giornata avremmo dovuto stare li tutto il giorno , peccato era veramente il giorno giusto !!!!!!!!!!!!!


Per concludere la giornata un incontro bellissimo quanto unico nel suo genere con un piccolo di Martin Pescatore cosa abbastanza rara .
 
 
Si si possono vedere sfrecciare a folle velocità , ma mai sono riuscito ad avvicinarmi così.
 
Era proprio il giorno !!!!!!!!!!!!!!!!
Mi sto rendendo conto di quanto siamo fortunati ad avere un sito così , quando sei in quella gola ti dimentichi di tutto calcolando che saremo ad una quarantina di km da Milano.
In una foto si vedono dei pali conficcati nel fiume , probabilmente erano le basi per un passaggio a piedi ricordiamo che sopra la nostra testa c'è la Rocchetta di Porto d'Adda che era anche un posto di avvistamento del confine che per 400 anni divideva il Ducato di Milano dalla Serenissima , sopra a nord  di Medolago c'è il pase di Solza , paese natale Bartolomeo Colleoni condottiero per la Serenissima .
Nei Promessi Sposi del Manzoni il posto è anche menzionato quando Renzo deve scappare dall'Innominato attraversando l'Adda.
Un saluto a tutti spero di essere stato esauriente e che le foto riescano a farvi vedere la bellezza del posto.
Tino
 


MEDOLAGO - FOTO - MELAGODO

Buon giorno a tutti.
Come promesso ieri 1-9-2013 nella SESSION KAYAK a MEDOLAGO ho fatto un po' di foto , ora vi specifico meglio la giornata.
Ritrovo solita ora 8,30 abbondante cosa da rinverdire la puntualità , eravamo in 7 scesi al fiume si cominciava con il riscaldamento , ma già l'avvicinamento fa la sua parte , trasportare il kayak fino all'imbarco non è ne lungo ne corto ma serve al riscaldamento ed all'arrivo vestiti completamente il bagno di acclimatamento è molto gradevole , dopo aver fatto la tratta a piedi.
Il livello del fiume all'idrometro della diga di pali di Paderno d'Adda dava 18 metri cubi al secondo ,  buon per noi , anni fa in questo periodo il fiume veniva prosciugato fino a quando non avanzava acqua dopo aver alimentato le 3 centrali elettriche , a quanto ho capito il Consorzio dell'Adda , è stato obbligato ad un rilascio minimo per mantenere la vita nel fiume .
Calcolando che per mesi hanno scaricato sui 200 metri cubi al secondo per centrali e irrigazione , al momento scaricano 105 metri cubi al secondo , 18 vanno in fiume la nostra palestra la rimanenza alla centrale Esterle l'unica in funzione.
La differenza di livello la potete valutare nelle 2 foto a seguire , la prima fatta ai primi di giugno la seconda ieri.


Come noterete i 2 massi davanti alla punta del kayak giallo Cristian nella prima foto sono quasi sommersi.
Adesso torniamo noi .


All'inizio ci simo tenuti nella parte sotto il massone che sta al centro del fiume dove è stata fatta un poco di didattica per le 2 kayaker alle prime armi Barbara Valeria , poi siamo saliti a monte , dove la Renza e suo figlio Stefano avevano già aperto le ostilità.

 

A monte del massone con questo livello d'acqua e molto fruibile , nella parte sinistra orografica si può risalire tranquillamente mentre nella parte destra vi è una bella rapida dove i 18 metri cubi vanno tutti li, qui traghetti entrata in morta ed in corrente non si contano e l'arrivo di Gianu ha aumentato il traffico , mentre Valeria e Barbare , salivano e scendevano nella parte sinistra per fare allenamento.

 


 
 Poi e entrato in ballo il discorso sicurezza , lanciare una corda oramai è conosciuto , allora gli ho fatto vedere come si fa una corda Zip che serve per far attraversare il fiume ad un kayaker.
La corda Zip funziona bene se si ancora a monte dalla parte del kayaker che deve partire con un angolo almeno di quarantacinque rispetto alla corrente e se l'angolo è ancora più chiuso è meglio .
Prima li abbiamo fatti venire da sinistra a destra orografica con un angolo per motivi di logistica non perfetto , poi li abbiamo fatti tornare indietro.
 
Per le foto della corda zip vi rimando al post seguente , non riesco più a caricare le foto.
A Melagodo II