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lunedì 19 novembre 2012

GIORNATA NO

Buon giorno a tutti .
Ieri 18-11-2012 co Alessandro e Massimo siamo scesi in quel di Recco dove ci aspettava Antonio per una uscita in mare fino a San Fruttuoso.
Partiti da casa di Alessandro a Melzo verso le 07,30 siamo arrivati a Recco verso le 09,45 dove ci aspettava Antonio con il suo Xcite-S ed il Nordkap LV acquistato da Alessandro da Ermanno.
Prima sorpresa , io avevo portato l'Jsfiord e appena scaricato notavo che avevo perso gli spessori in espanso che avevo messo come puntapiedi , che facevano da spessore sula paratia anteriore.
Imbacati puntiamo verso Camogli fin qui tutto bene ma mi sentivo rigido , puntando su punta Chiappa le onde spinte dalla tramontana venivano di traverso , si andavo ma non ero a posto sentivo male lo scafo lo tenevo inclinato più sulla sinistra  , causata dal fatto che avendo una postura lasciatami dagli anni di lavoro alle vertebre lombari inarcata verso destra che quando sono teso si accentua e mi fa portare i kayak un pochino storto.
Bene o male andavo ma non ero a posto , Massimo e Antonio seguivano la costa , mentre Ale era al largo e io in mezzo .
Arrivati quasi a S. Fruttuoso io ero davanti Ale si giro per surfare nelle onde di un traghetto per turisti e Massimo e Antonio si rimisero a seguire la costa dopo aver tagliato la riserva integrale che c'è poco prima di S.Fruttuoso.
Qui io andai avanti e sbarcai , poi arrivo Massimo e Antonio , Ale era sparito.
Prima mia valutazione dopo i primi accertamenti che Ale non avendo visto Massiomo e Antonio sottocosta ed era tornato indietro , cosa verifivìcata al più presto con  riscontro positivo .
In quel lasso di tempo mentre stavo per uscire dal golfo di S.Fruttuoso cercando Ale mi sono distratto mi sono rovesciato ,ho tenuto un poco con l'approccio estremo mi è passato per la testa di andare in exkimo ,ma non l'ho fatto e sono andato a bagno.
Niente di male era anche piacevole e forse questa verità la temperatura dell'acqua è la cosa che cambia molto tra noi che usciamo in fiume freddi di questa stagione ed il mare ,altra cosa molto evidente il are è mosso il fiume fermo e qui fa la differenza.
Alssandro e Antonio che è una vita che escono in mare anche in Inverno hanno avuto l'opportunita di vivere meglio il rapposto con l'acqua e i risultati si vedono , Massimo li stà seguendo molto bene, vi chiederete perchè ho scritto qesto , è per dire che l'acquticità che si acquista in mare non è paragonabile al fiume proprio per quello la temperatura ed io sono molto lontano dai loro livelli.
Ho scritto questo perchè dopo che sono rientrato in kayak con l'aiuto di Massimo era tutto differente viaggiavo meglio ed il kayak sembrava un altro fino all'arrivo a Recco.
Poi mi sono reso conto che ho perso anche il coltello , perciò giornata no.
Cosniderazioni , mi sono tornati in mete le molte volte che per essere più acquatici in fiume ci si buttava subito a bagno o dopo un riscaldamento si faceva un eskimo , ed affrontavi la discesa in un altro modo se non lo facevi mi succedeva come è successo ieri, mi dovro decidere ad applicare quello che in teoria so benissimo ma se non si tiene allenato piano piano lo perdi.
Un saluto a tutti alla prossima e spero che queste mie considerazioni servono , bisogna mettersi in mente di immergersi in quel liquido se lo vuoi vivere pienamente.
Ciao ciao
Tino

lunedì 22 ottobre 2012

PARLIAMO DI PAGAIE

Da tanto tempo pensavo di scrivere le mie considerazioni sulle pagaie , visto che con le Groellandesi costruendole mi sono fatto una cultura , ma il campo è molto più ampio , pensando che qundo ho fatto la mini tesi per diventare istruttore FICK ho fatto proprio la tesi sulle pagaie e non conoscendo ancora le Groellandesi vi avevo fatto solo un accenno .
Peccato che la tesi  se ne è andata col portatile qundo mi ha lasciato a piedi... era il primo.
Tornado a bomba la tesi spaziava su pagaie Europee le Wing e quelle che al tempo conoscevo , ma dopo che ho cominciato a costruire le Groellandesi ho capito meglio anche le prime .
Pagaie Europee lavorano molto bene in fiume dove si deve lavorare nello stretto e nell'immediato , la forma più o meno accentuata della simmetria fa si che in aggancio  diano più o meno presa  , mentre nella trazione o appoggi la superfice in cm quadrati danno più o meno trazione o portanza ,cosa importantissima , che siano proporzionate alla struttura del kayaker proprio per non avere ritorni di dolori a spalle o avambracci.
L'ultima che ho comprato ( anche per curiosità perchè ha il manico ergonomico ) è una Sho Gun della Werner , nota casa Americana al top nella costruzione delle  pagaie , per tutte le tipologie di acque e  devo dire che ha dei numeri , vi scrivo tutto questo solo per dirvi che la ricerca dà i suoi frutti e ritorni in termini di fuzionalità.
Stessa ricerca è stata fatta per le Wing frutto della ricervca di un Ing. Norvegese derivate dallo studio delle pale per le turbine delle Centrali Elettriche fuzionati ad acqua.
Unica differenza tangibile tra le Wing e le altre che queste ultime si possono fare solo con materiali compositi Carbonio Kewlar mentre per le Europee o Groellandesi si può usare anche il legno che io ritengo nelle Groellandesi il migliore sia per elasticità dello stesso e termico per le mani in concomitanza con uscite Invernali con temperature rigide.
Mentre per le Europee da usare in fiume, causa botte sui sassi o altro, si opta più facilmete per materiali compositi o sintetici , per il mare il legno la fa da padrone a buon ragione , dando ai kayaker più esperti sicurezza anche per manovre di eskimo o altro , anzi nella manovra dell'eskimo secondo me è migliore delle tradizionali Europee perchè pensando di usarla come un ala di un aereo da una portanza esagerata se poi si fa il pala lunga si gira facilmete anche un kayak con una persona aggrappata sopra.
Le Groellandesi in legno poi si dividono in monoblocco;  multistrato o compositi a listelli, sempre in legno .
Anche se non sembra in tutte queste varianti, o abbinamenti delle essenze, la cosa più importante che si nota è la flessibilità , caso più eclatante che mi è successo è che avendo costruito un Aleutina, la parte finale della pala così rastremata è diventata flessibile più di quello che pensavo, calcolando che ha un nervatura centrale che la dovrebbe irrigidire; però usandola non ci sono problemi , sembra quasi di avere in mano una Wing proprio per la precisione con la quale si blocca in acqua facendo una bella presa , stò aspettandio di uscire col Baidaka per testarla sulla lunga distanza.
Lo stesso scherzo per modo di dire , me lo hanno fatto le ultime 2 pagaie che ho fatto; una in Cedro con inserti in Duglas l'altra fatta a strati con Cedro centrale ed Ayus esterno , la prima è molto rigida , l'altra pur avendo il manico di un buon spessore è abbastanza elastica.
Conclusione l'abbinamento  delle essenze influisce sulla flessibilità delle stesse ,  nelle foto che poi allegherò, proprio per confermare il discorso, la pagaia più scura ha il manico più sottile di quella fatta a strati con l'Ayus ed è meno flessibile.
In una attività commerciale tipo Avatak sono quasi obbligati ad un composito proprio per il fatto che anche legnami di stessa essenza in monoblocco cambiano venature e peso specifico influendo sulla flessibilità delle stesse.
Adesso ho trovato del pino da abbinare al Cedro , visto l'arrivo del freddo il tutto andrà in primavera , ma sono gia sicuro che sarà molto più rigida di quella fatta con l'Ayus.
Altra considerazione che è stata sollevata a suo tempo è tra la pagaia rigida o flessibile; io peronalmete a livello di dolori alle braccia o spalle, sia con l'uno o altra, non ho trovato grandissima differenza ; la vera differenza  è proprio nella fruibilità del prodotto, di uno come si trova.  Tanto per dire, ieri volevo portare la Seakinetic in carbonio , me la sono dimeticata , avevo portato la Grenland con inserti in Duglas perchè la voleva vedere un amico, ad alla fine ho usato quella senza problemi , calcolando che è molto più rigida di quella che uso normalmete e mi è piaciuta.
Adesso mando a tutti Voi un saluto .
Tino
Ciao ciao


 

lunedì 8 ottobre 2012

TEST KAYAK FREERIDE 67

Buon giorno a tutti.
Ieri mattinata è stata dedicata al test del'ultimo kayak che ho comperato , per vedere se i quasi trenta litri in più davano il risultato sperato rispetto alla Dagger G-Ride 6.5.
Il risultato è stato ottimale , si spaziava in rapida tranquilamente ed il volume in più ben distribuito dava i suoi frutti, permettendomi di fare traghetti in sicurezza e tranquillità la dove il fiume è molto ostico visto il suo fando molto sconnesso a causa di grandi blocchi di conglomerato sparsi sul fondo  creano dei ribollori in superfice molto marcati e anche quando l'acqua batte sula coda lateralmente il kayak rimane molto neutro , altra cosa che mi è successa ieri è il fatto che avendomi presa la coda in un vortice , questa si abbassava mandando quasi il kayak in candela , ma il tutto è rimasto controllabile senza nessun problema .
Testato anche in  attraversamento in rapida principale dove qui il fiume spinge veramente il kayak si è comportato egregiamente , anche se si dava un pochino più di pancia non tendeva a affondare più  di tanto dalla parte opposta,
Nel surf molto buono peccato che le onde erano un pochino corte perciò non permettevano molto spostamenti laterali  , ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata che in un onda essendo entrato un pò troppo in profondità e mettendomi un pochino di traverso il kayak a preso acqua da monte sulla puntacoperta anteriore e l'ha scaricata egregiamente quando l'ho tirato col mio peso a valle, normalmete in situazioni del genere si riscia il rovesciameto verso monte.


La giornata di ieri è stata bella anche per un alto  motivo.
Come ben sapete nel sito dove andiamo la domenica mattina a Medolago provincia di BG questa estate è stato usato per far  imparare hai corsisti le fondamentali manovre di base in acqua mossa , stando al sentore e notizie di sabato saremmo stati forse in tre a pagaiare , ma alla fine con immenso piacere eravamo in sette in un contesto bellissimo col sole che ci scaldava ed a me ha bruciato la faccia come al solito , temperature più che accettabili , l'acqua che proviene dal lago di Como che non è ancora fredda come quella di un fiume , la temperatura esterna  quando ce ne siamo andati superava i 20 gradi regalando a tutti noi una bellissima mattinata in kayak , dove c'è chi ha perfezionato manovre, chi si è allenato, chi come me ha provato un kayak nuovo e preso dalle risposte che il kayak mi dava sono tonato a casa piegato , ma contento.
Spero veramente di poter continuare ad andare in kayak per molto tempo ancora, riesco ancora a divertirmi , se poi aggiungo tutto quello che faccio costruzione di pagaie costruzione di kayak ,corsi , assistenza hai corsi ,mi rimpie la vita.
Adesso un saluto a tutti voi alla prossima.
Tino

 

venerdì 28 settembre 2012

RIFLESSIONI DI UN KAYAKER

Buon giorno a tutti.
Questo post sembrerà un poco strano, ma alla soglia dei 60 anni mancano pochi mesi , ho avuto un attimo di riflessione.
 Lunedi mi arriva un nuovo kayak da gioco, un Freeride 67 della Liquidlogic, che con i volumi che ha mi dovrebbe dare maggiore galleggiabilità , della G-Ride 6.5 comprata d'occasione questa estate, per l'opportunità delle uscite domenicali, con i corsisti e non , in acqua mossa, per affinare la tecnica.
Non so se mi sono bevuto il cervello o altro ma in ricordo dei bei momenti che ho avuto con i diversi kayak da gioco acquistati non ho saputo resistere .
Avevo abbandonato un pochino il fiume , un pò perchè mi sono dedicato al kayak da mare,  da quando sono in pensione,  anche alla costruzione degli stessi, ( ne ho costruiti due )  e  alla costruzione di pagaie; con quelle  avevo iniziato per scherzo ed alla fine sono arrivato a 45.            Ma questa estate andando in fiume con la Jakson Super Hero, mi sono reso conto che mi mancava qualcosa:  la mobilità, la precisione nei movimenti e altro, ed alla fine trovai d'occasione la G-Ride ed adesso, ho trovato la Freeraide con una trentina di litri in più e non ho resistito.
Mi manca l'acqua mossa, mi manca andare con precisione millimetrica in fiume..... una delle più belle discese che ho fatto è stato sul Soca in Slovenia con una EZG 60 , ma ero al limite , l' ho ceduta quando mi è capitata l'occasione la Hero ma alla fine, tornando coi ragazzi del club a fare acqua mossa, mi mancava quella canoa che mi permette di giocare.
Adesso come un bambino che aspetta il giocattolo, stò aspettando che arrivi lunedì per andare a prendermi il kayak,  dopo un controllo per sistemare l'assetto, di sicuro la andrò a provare.             Ho scritto queste righe proprio perchè mi è tornato in mente che ho quasi 60 anni ed il garage pieno di kayak...... a cosa serviva anche questo??
Be ve lo saprò dire , ma onestamente anche se non riuscirò a fare perni o altro perchè sono fuori forma  o perchè l'elasticità del corpo se nè andata, di sicuro avrò una mobilità nello stretto che  mi soddisferà,  come mi ha soddisfatto tantissimo una pagaia che ho appena preso ,una Sho Gun della Werner con manico storto , non l'avevo mai provata ma è veramente bella ed è come avere in mano una piuma.
Probabilmente  mi sono bevuto il cervello ,  ma mi stò divertendo ancora.                                           Tornando da Norimberga il mio amico Ignazio sapendo che andavo al mare mi disse di portare la G-Ride per surfare , io non l'ho portata, ma  ho surfato con l'Jsfiord e quando senti un kayak da 5,5 metri che si alza in coda e parte come un siluro è una sensazione bellissima, quelle  sono state belle surfate e me le sono godute tantissimo.
Adesso vedremo cosa riuscirò a fare con questo nuovo kayak , ma penso che  di sicuro mi divertirò.
Diversi anni fa era venuto da noi a fare un corso di kayak ,  Simone Moro , famoso alpinista , una volta parlando del più e del meno , gli dissi il mio cruccio , che avevo iniziato tardi , lui mi rispose: "Nella vita fai quello che ti senti di fare e non guardare la carta di identità". Aveva proprio ragione,
io ho iniziato ad andare in kayak a 36 anni e non ho ancora finito di divertirmi.
Un saluto a tutti e scusate lo sfogo ma mi sono fatto qualche domanda.
Tino

http://liquidlogickayaks.com/freeride_67.cfm

http://www.wernerpaddles.com/paddles/whitewater/performance_core/sho-gun/

 

martedì 25 settembre 2012

FINALMENTE IL MARE

Buon giorno a tutti.
Finalmente sono riusito a provare l'Jsfiord in mare , tutto è combaciato con un mini raduno dei IKDM che si è svolto all'isola d'Elba nei giorni 21-22 settembre alla quale hanno partecipato: Antonio , Antonio ò pescatore, Dante ,Roberto, Massimo , Cesare, Duilio , Gaetano ed il sottoscritto.
Questo mini raduno avviene un paio di volte l'anno solamete che questa volta il gruppo era ampio per l'aggiunta dei 3 kayaker di Ventimiglia.
Venerdi 21 abbiamo percorso il tragitto che da Porto Azzurro arriva a punta Calamita e oltre fino alle 2 isole dopo la punta , mare abbastaza tranquillo con scirocco scarso che dava in aumento nel pomeriggio ma questo non è avvenuto.
Il kayak nella prima parte non lo sentivo bene la stabilità primaria scarsa con lo spigolo vivo mi faceva lavorare molto coi fianchi ma c'era qualcosa che non andava e dopo un poco cambiando la pagaiata da ciclica a seguire la cadenza del kayak sulle onde risolvevo il problema .
In poche parole devi seguire il kayak guidandolo sulle onde e dare ogni volta una pagaiata giusta al momento  sempre sulla cresta dell'onda che ti permette di direzionare il kayak .
Risolto il problema , sentivi il kayak lavorare molto bene e farlo scendere dalle onde e prendere quella sucessiva impostando il tutto con la pagaiata.
Arrivati per la pausa in una spiaggia zona miniera , abbiamo fatto lo spuntino e parte dei partecipanti hanno provato i kayak altrui, ve ne erano di diversi modelli la maggior parte Tide Race , ripartiti siamo andati fino alle isole Genini .
Doppiato le isole arrivati a punta Calamita abbiamo fatto ritorno a Nord per Porto Azzurro e qui il vento ci spingeva un pochino e con un fili di Skeg aiutava a mantenere più facilmente la rotta e siamo rientrati.
Sabato 22 il meteo si confermava , Scirocco sui 15 Nodi e onde che entravano a Marina di Campo veramente belle ma molto più basse di quelle viste a Marzo dove il vento era sui 25 Nodi.
Si decideva di puntare a Sud uscendo dai campeggi di Marina di Campo dove eravamo aqquartierati per puntare sulla punta a destra del golfo e ritorno per poi surfare .
Problemi di navigazione nell'andata quasi inesistenti ,l'esperienza del giorno prima aiutava e le onde alte con una valutazione approssimativa sul metro e mezzo e oltre non davano problemi.
Arrivati al capo qui si che si sentivano molto di più , erano più alte e quelle di ritorno dalla parete rocciosa davano da lavorare creando un mare incrociato.
Girato il kayak per fare ritorno ho  avuto problemi : il kayak andava un poco da tutte le parti le onde erano alte ,ma la colpa era mia, mi ero dimenticato dello skeg , appena abbassato il kayak ha cambiato assetto e puntando direttamete ai campeggi sono rientrato.
Dopo l'attesa del rientro degli altri ci siamo messi a surfare e qui ho avuto le più belle sorprese.
Ne ho fatte diverse ma le 2 che mi ricordo particolarmente sono una che dopo una cinquantina di metri sono arrivato quasi a riva , l'altra che dopo una bellissima partenza dove il kayak si era alzato veramente bene di coda però non ingavonava più di tanto e partito in curva facendo una planata trasversale veramente bella , ed il fondo piatto dava il suo contributo molto differente di quello che avevo provato col fondo tondo del Baydarka al mese di Marzo
Altre prove fatteè stato prendere le onde di fianco e passarle proprio di traverso sulla cresta ,  un paio che quasi frangevano sulla coperta nessun problema , ne sono rimasto veramente soddisfatto.
Considerazione finale , il kayak mi è piaciuto tantissimo ma di sicuro se dovrei fare tantissima strada userei il Baidarka , mentre nel misto questo è molto migliore .
Un saluto a tutti ,alla prossima .
Tino


 
 
Quete sono le onde alla spiaggia di Fetovaia che erano uguali a quelle di Maruna di Campo e per avere una proporzione se riuscite a vedere in quelle onde c'è un uomo che tenta di uscire per surfare.


 

domenica 16 settembre 2012

IN ATTESA DEL MARE

Buon giorno
In attesa della così tanto sospirata uscita al mare che faremo all'isola d'Elba la fine della prossima , con i kayaker di IKDM , per poter così testare l'Jsfiord , ieri con Massimo abbiamo risalito il fiume Adda da Trezzo d'Adda fino all'isola prima della centrale elettrica Esterle  di Porto d'Adda .
Qui si può testare il kayak anche se non è il suo ambiete tra morta e corrente e surfare .
Nei cambi di direzione il fondo piatto lavorava molto megli di quello tondo del Baidarka dandomi la possibilità di attraversare la linea dei vortici tranquillamente, calcolando che è uno scafo di 5,5 metri
non è molto indicato per fare corrente morta e viceversa , ma bastava dare un poco di pancia  con un appoggio basso che non lavorava molto e si girava tranquillamente , fatti anche quelli con aggancio  con una pagaia Groellandese davano quello che potevano ma non erano da scartare.
Altra cosa che mi è piaciuta e la stabilità che avevo mettendomi proprio sulla linea dei vortici proprio tra corrente e morta , parallelo alla corrente .
Nel surf buono il kayak essendo così lungo e affilato tagliava le onde tranquillamente e per non perdere la posizione bastavano pochissime pagaiate , mentre facevo questo pensavo alla grandissimo differenza che c'è tra il surf statico quello che si fa in fiume e quello che si fa in mare dove l'onda ti prende da dietro e ti spinge , vedremo di provare anche quello.
Unica cosa contestata tra me e Massimo la velocita , secondo lui così ad occhio l'Jsfiord è più veloce del Baidarka e io sostenevo il contrario , tutto è dato dal fatto che avendo testato più volte nelle risalite in fiume , quando si passa da morta a corrente , io sento il Baidarka più penetrante  e lo senti che è più veloce e risale anche entrando in corrente mantenendo una buona velocità  rispetto all'Jsfiord che tende in questo tipo di cambio di direzione a salirci sopra , ma questa diatriba sara da testare con più attenzione in una separata sede con tutti e due gli scafi in acqua.
Altra cosa provata ieri , anche se erano stati testati a secco i gavoni specialmente quello anteriore dove più di una volta l'acqua lo  a coperto completamente per vedere se per caso c'erano delle infiltrazioni di acqua.
Adesso saluto tutti in attesa dei test in mare.
Domani si parte si va a Norimberga all'Kanumesse fiera mondiale dei kayk, sup, canadesi e tutto il materiale inerente così potrò vedere le ultime novità in fatto di kayak e materiali e salutare vecchi amici presenti.
Un saluto a tutti
Tino

giovedì 6 settembre 2012

USCITA SUL LAGO D'ISEO

Buon giono a tutti.
Sfruttando una finestra meteo venuta a fagiolo domenica 2 Settembre finalmente sono riuscito a provare il kayak su una superfice molto aperta.
Non essendoci bel tempo i venti stanziali che normalmete si trovano sul lago non c'erano , perciò per provare il kayak sulle onde ho dovuto ricorrere a quelle fatte dai battelli prendendone da diverse direzioni.
Con mio immenso piacere mi sono reso conto che il kayak si comporta molto bene sulle onde , scappa poco lateralmente sia prendendone di prua e poppa a 45 gradi rispetto la direzione impostata , abbastanza fastidiosa quella laterale avendo lo spigolo vivo ma dopo un poco ti abitui e non la senti quasi più comportandosi come quando ti imbarchi che avendo una stabilità primaria bassa ti devi assestare.
Sulle onde kayak molto manovrabile il fondo piatto aiuta molto per direzionare (ed affossa molto meno rispetto al Nordkap che aveva punta e coda molto scarichi di volume in acqua) , collegando il tutto all'evoluzione che hanno avuto i kayak fluviali che da tondi nella chiglia a piatti per giocare guadagnano in manovrabilità , evoluzione avvenuta anni fa , ma probabolmente gli Inuit c'erano arrivati prima ,come la differenza tra i kayak degli Aleutini fatti per viaggiare da un isola all'altra mentre gli abitanti della Groellandia usavano una navigazione sottocosta a loro più congeniale.
A parte i dati tecnici raccolti domenica è stata una bella giornata da vivere in compagnia anche con amici che non vedevo da diverso tempo.
Il kayak ha destato molto interesse , oltre ai complimenti che mi hanno fatto per la lavorazione c'è stato molto interesse anche per sapere i sistemi di costruzione.
Per le prove in mare andremo all'Elba a fine mese dove ci sarà il battesimo definitivo.
Ad ogni caso visto la manualità acquisita stò pensando di costruire i kayak su ordinazione o vendere quelli già in mio possesso , tanto me ne faccio un altro.
Un saluto a tutti
Tino